| |
|
martedì, 16 giugno 2009
QUANDO PARLERO' DI TE
*******
Quando parlerò di te
non avrò lacrime da offrire
l’autunno intorno e dentro me
e un gran silenzio da smaltire
In una notte che non so
cambiasti umore e vita mia
lui abbassò gli occhi e disse no
rifinì una magia.
Tornare libera così
non era quello che volevo
e mentre parlerò di te
di quel rimpianto sarò schiava
Non è normale alla mia età
stringere una fotografia
lasciarmi andare non dovrei
ti vorrei ti vorrei
Dimmi di no dimmi di no
quando verrò
lasciami là senza pietà
se insisterò
Avevo promesso che avrei
dimenticato
che non sarei ritornata
indietro mai
non ho quella volontà peccato
anche l’orgoglio mi ha tradito
trovassi anche tu la pace
anima mia
Dimmi di no dimmi di no
dimmi di no
se mi darai la libertà
io guarirò
non dovrò più mendicare
nessuna carezza da te
ti prego lasciami andare
non insistere fallo per me
dimmi di no
Quando parlerò di te
sarà fiorita la mia serra
la primavera tornerà
niente più ostilità né guerra
L’amore cresce a parte noi
percorrerà la strada sua
ma quando parlerò di te
la mia mente andrà via
Ti scorderò ti scorderò
ti scorderò
davanti a Dio prometto che
ti scorderò
dimmi che fine farà
questa passione
saprò raccontarmi
che non esisti più
un’imprudenza averti amato
non riavrò indietro
ciò che ho dato
scusami se non ti perdonerò
Ti scorderò ti scorderò
ti scorderò…
ci proverò
*******
Renato Zero
Sussurrato da: volidisogni alle ore 12:10

giovedì, 11 dicembre 2008
Padre…
Quante volte guardandoti
da bambina
dal basso della mia statura
ho visto in te la forza
la colonna possente
che non sarebbe mai crollata.
Tu… burbero e mai tenero.
Tu …sempre severo,
mai un cedimento
una commozione nei tuoi occhi.
Eppure…sei stato,
papà,
la mia energia,
il mio crescere
il mio diventare donna.
Rispecchiandomi
nei tuoi sguardi
ho trovato la forza
per non indietreggiare mai.
Ora quel pilastro sta cedendo
il tuo vigore
va lentamente svanendo.
I tuoi occhi,
sempre più frequentemente,
anche se cerchi di nasconderti,
sono pieni di lacrime e paura.
Quanto vorrei ora
essere io
quella che ti aiuta
che ti guida
che ti tende la mano.
Invece impotente
ti vedo in quel letto
ogni giorno più fragile
e non posso far altro che
asciugarti il pianto
stringerti la mano
sorridere
e fingere una forza che non ho…
sperando di riuscire
almeno
a farti sentire sereno.
20/12/2002
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:32

giovedì, 11 dicembre 2008
Stanco e solo
in un letto straniero
riposi il tuo corpo canuto
Quanti pensieri nella tua mente.
Quante domande
nei tuoi occhi umidi.
Mi guardi
aspettando da me
risposte che non ho.
Posso darti
solo sorrisi bugiardi,
parole non vere…
ma anche questo è amore.
Sereno ti lasci cullare
dalla mia voce.
La tua mano
stringe forte la mia.
Poi, lentamente, la presa si allenta,
come un bimbo
dal sonno ti lasci rapire…dormi papà…
io resto qua!
23/12/2002
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:29

giovedì, 11 dicembre 2008
E’ Natale, quanti ne ho passati, di felici, insieme ai miei cari.
Questo no!
Sola in questa notte in cui si dovrebbe gioire ed essere uniti con amici parenti e persone care, io sono qui,
in una stanza di ospedale buia e asfissiante, odore di medicina e urina si fondono.
Il cuore chiuso, le labbra stampate in un sorriso falso e studiato.
Resto nella penombra di una fioca luce, seduta su questa sedia,
ti tengo stretta la mano, papà, ti accarezzo la testa come si fa con i bambini.
Tu chiudi gli occhi , sai che ci sono, questo ti basta.
Ogni tanto, piano, mi alzo, passeggio un po’ per muovere le gambe indolenzite.
Aiuto l’infermiera che sola non ce la fa a rimettere a letto un paziente irrequieto.
Poi mi avvicino alla finestra, l’apro, respiro profondamente l’aria fresca della notte.
Alzo gli occhi al cielo, un firmamento di stelle lucenti davanti ai miei occhi stanchi.
Mentre lo rimiro, viene da domandarmi, come mai lassù c’è tanto splendore
mentre qui dentro il dolore e la sofferenza è così palpabile da poterla sentire addosso come una seconda pelle.
Credo che per poter apprezzare la vita bisognerebbe passare più tempo in mezzo a persone che soffrono,
allora forse, per farci gioire basterebbe il sorriso di un bimbo, un fiore che sboccia, una notte come questa,
il sole che al mattino s’affaccia e illumina il giorno.
Invece non facciamo che lamentarci, sentirci infelici, arrabbiarci per tutto e dire continuamente:
- come sono sfortunato, che giornata schifosa, mi va tutto storto, la mia vita sta andando a rotoli.-
Per cosa? Perché la macchina si è sporcata dopo averla portata al lavaggio?
Perché mentre indossavamo le calze le abbiamo smagliate con un unghia?
o perché la medesima si è spezzata, rovinando il capolavoro della manicure?
Chi sta qui, in queste stanze, solo, dolorante, è l’unico che ha il diritto di lamentarsi,
di piangere, di urlare, a ragione, la propria rabbia.
Noi tutti dovremmo imparare a tacere, smetterla di parlare a sproposito, implorare la morte,
solo perché le cose non vanno come vorremmo, perché la persona amata ci ha deluso.
A tutto c’è rimedio, tutto si sistema, si risolve.
Alla morte no! Non c’è soluzione.
Sono qua e mi sembra si sentirla sfiorarmi, alitare dietro le spalle.
La tribolazione negli occhi di chi sta male, il respiro affannoso, la mano, di mio padre,
che si allunga a cercare la mia come un ancora di salvezza; nella speranza di lenire il male…
la stringo, mentre con l’altra reggo un asciugamano umido e continuo a passarglielo sul viso, sulla fronte,
sperando di dargli almeno un leggero sollievo.
Con mani tremanti massaggio quel corpo ormai vuoto convinta di fare il suo bene…
Poi, un lamento, e mi accorgo che, anche se lo sfioro soltanto, è ormai solo male quello che faccio.
Apre gli occhi un istante, fissa lo sguardo nei miei, allora aspetto un segno un gesto,
qualcosa che mi faccia capire cosa devo fare…
invece nulla; è stato solo un attimo e lui già non mi vede più.
Perso nel suo dolore nell’incoscienza di un mondo solo suo, dove non posso raggiungerlo,
nonostante l’amore, la voglia di essergli accanto,
non posso, ne sono fuori, completamente, inesorabilmente,
Non esiste niente che io possa fare per lui, se non restargli accanto.
Nulla e nessuno può donarti il miracolo della vita, quando è giunta l’ora.
Dio potrebbe…ma so che non sarebbe giusto neppure chiederlo.
Papà dorme sereno, forse sapere che ci sono lo fa stare tranquillo.
Faccio un giro nel corridoio, dalle stanze giungono lamenti e sospiri.
Entro in quella più vicina, guardo quei volti bianchi e sofferenti, mi chiamano sottovoce ….
un po’ d’acqua ad uno, un sorriso e una carezza ad un altro, mi ringraziano con lo sguardo…
quanto basta poco!
Il cielo comincia a colorarsi, questa notte è volata, un nuovo giorno sta affacciandosi nella mia vita.
Soffro nel vedere mio padre in questo letto straniero, avrei ambito a riportarlo a casa,
fra le cose e le persone che ama, ma so che non farei il suo bene…
continuerò a stargli vicino, qui, affinché non si accorga della differenza e non si senta mai abbandonato…
e poi sarà quel che sarà…
Il movimento intorno a me le luci che si spengono,
carrelli che rumoreggiano spezzando il silenzio che c’era fino a poco prima…
è ora che vada.
Una carezza al suo viso sereno, un tenero bacio posato piano sulla fronte; apre un momento gli occhi:
- vado a casa, riposo un po’ faccio una doccia; fra poche ore sarò di nuovo qua…tu aspettami, non muoverti.-
Accenna un sorriso e con un filo di voce:
“vai tranquilla, ti aspetto, da qui non mi muovo.”
La sua risposta ironica mi tranquillizza.
“a presto papà”.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:27

giovedì, 11 dicembre 2008
“27 DICEMBRE” UN GIORNO DI FESTA…PER GLI ALTRI
Gente che va e viene, baci, abbracci, parole di circostanza…
La testa mi scoppia, il petto mi duole, cercando di trattenere le lacrime.
Vorrei essere sola, non dover parlare, rispondere, stringere mani….
Scende ancora una volta la notte, penso a te solo, in quella stanza fredda, nessuno accanto.
Tu che non volevi stare solo, che cercavi sempre qualcuno che ti facesse compagnia.
Hai sempre odiato la solitudine, almeno quanto, l’amo io.
Non posso riposare, nonostante la stanchezza gli occhi restano sbarrati nel buio della stanza.
Davanti ho il tuo viso, come l’ho visto stamattina, sereno, rilassato, sembrava dormissi.
Non potevo credere che te ne eri andato.
Guardandoti mi sembrava di percepire il movimento del tuo petto,
solo quando ho appoggiato le labbra alla tua guancia ho sentito il freddo brutale della morte.
Non c’era più il calore umido dei giorni scorsi,
solo un gelo che dalle labbra mi è entrato dentro e non mi abbandona.
Ancora adesso mi scorre dentro dandomi brividi che nessun fuoco riesce a sciogliere.
Ancore poche ore, poi potrò accarezzare per l’ultima volta la tua fredda mano,
posare la bocca sulla fronte glaciale;
e trattenendo ancora una volta le lacrime,
sorriderti, anche se tu non potrai vedermi…
28 DICEMBRE
Intorno e davanti a me fiori e profumo d’incenso.
Io odio quest’odore, mi ha sempre fatto star male.
S’infiltra su per le narici, scende nello stomaco ed ecco la nausea che sale;
gelo e brividi sul viso e lungo la schiena.
Stringo forte i pugni per resistere, mentre le gambe già tremano.
Due braccia mi afferrano e mi sorreggono:
-sta male, vedi com’è pallida, portala fuori.-
No, devo stare qui. Lentamente mi siedo
Vetri appannati i miei occhi, guardo ma non vedo.
Brusio nelle orecchie, voci che sembra vengano da lontano, pregano:
- Padre nostro che sei nei cieli….-
Papà, il mio papà! …
Le braccia mi cadono lungo i fianchi,
mentre nella mente dolci immagini di momenti felici riaffiorano…
sento la mano fresca di mamma sulla mia fronte che brucia,
vedo il suo sorriso dolce al mattino, mentre prepara la colazione…
mio padre che sorride tenendo fra le mani un cagnolino, che abbaia furioso se stringi una pompetta di gomma,
io che l’abbraccio felice…
e poi ancora risa canti giochi, le feste serene; il profumo dei mandarini appesi all’albero di natale…
loro insieme che preparano i regali la notte dell’ epifania, le parole sussurrate,
credendomi addormentata, io nel mio lettino con le orecchie tese…
No….ora i pensieri s’accavallano, le immagini scorrono veloci,
troppo veloci, non riesco a riviverle come vorrei.
Ho perso le mie radici, la mia infanzia, il mio piccolo mondo dorato.
Il tempo non si ferma…sono sola…mamma papà dove siete?
Gli anni sono passati in fretta, senza che me ne accorgessi.
Non ci siete più, avevo ancora tante cose da dirvi…da chiedere…non potrò più farlo!
E’ terribile il vuoto che sento…
e di nuovo stringo mani, raccolgo baci e ascolto senza sentire, parole di circostanza….
Oggi 13 febbraio 2003 (compleanno del mio papà)
sono di nuovo qui ad esprimere il mio dolore, è questo il posto per farlo.
…e qui torno ora che mi sento disperata.
Scrivere per me è una terapia, mi ha sempre aiutato, l’ho faccio da quando ero piccola.
Mentre butto giù parole, riesco per un po’ a stare bene, anche se è momentaneo,
perché subito dopo il dolore riaffiora più prepotente che mai.
Se non avessi questa valvola di sfogo credo che impazzirei.
Il mio papà mi ha lasciata; ed io che, dopo tanti anni, ancora non riesco a superare la morte di mia madre,
mi sento come una bambina abbandonata in un parco giochi,
con tante cose belle intorno, ma con nessuna voglia di approfittarne,
dato che non c’è nessuno a guidarmi, nessuno mi tiene per mano.
E’ una sensazione terribile, un vuoto interiore che non si può descrivere,
ma che avevo bisogno di dire a qualcuno,
e anche una pagina bianca che si colora di nero, parole e pensieri che escono e si formano in frasi;
può aiutare, per non morire dentro.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:25

mercoledì, 03 dicembre 2008

LA VERITA’ NELL’ANGOLO
La solitudine del cuore
è un bianco demone
che spazza via
il soffio dell’anima
e lascia solo deserto.
La verità,
giace nell’angolo,
dove essenze di abbandono
riportano a quel che era…
semplicemente amore.
Nessuna pretesa,
solo dolce, pazzo,
assurdo, ma vero…
amore.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 01:20

mercoledì, 03 dicembre 2008
IMMAGINE SBIADITA
Passa, inesorabilmente,
questo tempo senza te.
Mi ritrovo, con la mente
a cercare chi non c’è.
Il ricordo di due ombre,
sotto il raggio della luna,
che scoprivano l’amore
stretti lungo il bagnasciuga.
Poi l’estate se ne è andata
ed il vento che si è alzato
ha portato via lontano
le tue orme e la tua mano.
Resti solo nei pensieri,
come foto ormai di ieri,
scompare lentamente
quell’immagine di noi
dietro lacrime di pioggia
mentre lascio questa spiaggia.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 01:01

mercoledì, 03 dicembre 2008
AMORE…UN FIUME IN PIENA
Straripa il mio fiume,
gli argini,
non lo contengono più.
Ti regalerei,
se potessi,
il mare
e i suoi gabbiani.
La ruota della vita
ed il resto della mia;
per farne ciò che vuoi.
In cambio chiederei:
un angolo del tuo cuore
per nascondermi
e una carezza ogni tanto
per sentirmi ancora viva.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 01:00

domenica, 26 ottobre 2008
UN NIDO PER ME
Io,
come rondine senza nido,
m’aggiro nel cielo,
alla ricerca di un tetto
dove fermarmi.
volgo i pensieri
al passato,
cerco una ragione
nel presente,
e mi dispero
del nulla che trovo.
eppure vivo,
sogno, amo.
rimpiango un sogno
perso all’alba.
mentre il sole nasceva
l’ho visto morire;
segni indelebili
ha lasciato nel cuore
la luce del giorno
ha poi cancellato
l’impronta del tuo volto
anche dall’anima
come farò
a ritrovare la strada
ora che sola cammino
e i piedi mi portano
sempre più lontano,
dove non vorrei…
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:01

lunedì, 13 ottobre 2008
SOGNO E MI SENTO VIVA
Scappo lontano,
ancora una volta
il mare, a salvarmi
dalla solitudine ..
Punti di cenere
quasi spenta
sono ora le stelle.
Le tenebre, mi circondano,
m’accarezzano
e riaccendono
un sogno solitario…
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:57

lunedì, 13 ottobre 2008
UN CIELO NERO
Un velo azzurro
si tinge di nero.
Dilaga fra noi
un silenzio senza fine
e sprofonda nel buio
che oramai ci avvolge.
Se la luce del giorno
gridasse vita,
forse, la mia voglia di te
ritroverebbe un senso.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 00:47

giovedì, 09 ottobre 2008

...Le parole non servono a nulla,
sono soltanto note di colore che sbiadiscono al sole...
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:58

giovedì, 09 ottobre 2008
DIMMI DOVE SEI
Vorrei stringerti al cuore
fino a farti male.
Legarti all’anima
per non lasciarti mai più andare.
Ho perso il colore del mare.
Le stelle lontane non sorridono più.
E tu,
che leggevi nei miei occhi
e con sguardo profondo
parlavi senza parole,
dove sei?
In questo giorno che nulla ha da dare,
appassiscono pensieri nell’afa della mente incolta.
Mentre temporali estivi esplodono nell’intimo.
Lampi e tuoni rimbombano
così forte da farmi perdere il tuo sospiro,
non riesco più a sentirti!
Cerco in questa mia tempesta interiore
la tua mano da tenere fra le mie,
il tuo volto da accarezzare
il tuo corpo da amare…
ma non ti trovo.
C’è solo un vuoto senza fine.
Non sei più dentro di me
E mi manchi.
Dove sei?
Dimmi dove sei!
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:51

giovedì, 09 ottobre 2008
GRAZIE,
per tutte le cose belle che scrivi,
per l’affetto grande che mi dai,
per il tuo capirmi sempre,
per essermi di continuo accanto,
per la tua mano sempre tesa.
GRAZIE,
di essere l’uomo che sei.
Ti lascio il mio abbraccio,
una carezza
un sorriso
un bacio,
moltiplicati all’infinito,
per augurarti
non solo questa giornata serena
ma tutti i giorni a venire.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 09:22

martedì, 26 agosto 2008
PARLO CON TE
Anche da sola,
parlo con te:
amico che voli,
con la fantasia
e mi stringi la mano…
se sai ascoltare i piccoli pensieri
conosci la mia la paura;
non voglio far del male…
io so quante lacrime costa
amare al singolare!
Sussurrato da: volidisogni alle ore 02:17

domenica, 24 agosto 2008
NON CERCARMI
Un lampo nel buio
e un concerto di pensieri,
nella notte,
come mitica fiamma s’accende.
S’affaccia l’alba ad est;
passa la vita,
come nave,
scivola leggera,
su onde amiche.
Non mi troverai più
sotto l’alone
di una luna annerita
da nubi gonfie di pioggia
a raccoglier gocce amare
Le ho tenute troppo tempo
nel palmo della mano
nell’attesa che tu le asciugassi…
son restati fra le dita
solo cristalli di sale.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:52

venerdì, 09 maggio 2008
Sussurrato da: volidisogni alle ore 14:03

venerdì, 11 aprile 2008
BRUCIANO GLI OCCHI
Che strano guardare la luna
con gli occhi umidi,
sembra che abbia raggi intorno,
un sole bianco che gela
e non scalda.
Vola nell’aria
una canzone silenziosa.
Un gabbiano senza ali
fatica ad alzarsi in volo.
Un temporale nell’anima
squassa il silenzio nel cuore
e lampi accecano la mente.
Labirinti sono i sogni
dove mi perdo;
non vorrei esserci.
Mi bagnerei
alla pioggia di primavera,
per lavare il sale delle lacrime
e far tornare il bene
dove tu hai scolpito il male.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 11:44

mercoledì, 19 marzo 2008
VIVO NEL LIMBO
Sono lunghe queste notti.
L’ universo piange, insieme a me,
il ricordo della prima volta
che ho visto i tuoi occhi.
Vivo in un limbo,
i rumori mi giungono ovattati.
Ci sono attimi
in cui vorrei abbandonare
questo strano mondo
in cui non mi riconosco più…
un istante dopo,
uno sprazzo di luce
filtra tra le persiane chiuse
e le ombre prendono forma amica.
il mio sangue gelato diventa fluido
e lo sento scorrere
anima e corpo riprendono vita.
Se il tempo
avesse il filo di quell’aquilone,
potrei volare lassù,
e magari fra le nuvole
ritrovare la chiave del tuo cuore.
…la fantasia non ha ostacoli
e va lontano…
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:01

venerdì, 14 marzo 2008
UN ANGOLO DEL CUORE
Tu che entri in questa pagina,
forse non sai,
ma stai vedendo
quella parte di me che nessuno conosce,
sei in quell’angolo del cuore
che mi sono riservata;
dove metto in ordine i miei sogni,
piego con cura le delusioni
e ripongo nei cassetti i ricordi.
Ma spesso capita che
in poco tempo
il caos fa scempio del mio ordine.
Dovrai abituarti
ai miei sbalzi d’umore
ai miei pianti
alle mie risate
Non apro la porta a chiunque,
quindi, visto che sei qui,
cammina in punta di piedi,
e abbi rispetto di quest’angolo
come della tua persona,
se vuoi che la porta
sia sempre aperta.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 20:06

venerdì, 14 marzo 2008
BASTA PAROLE
Parole al sapore di menta.
Pagine di vita;
la tua la mia.
Ancora parole,
rumorose o silenziose.
Come nuvole nel deserto,
s’affollano e si disperdono.
Gli angeli amano nel silenzio…
Io non più,
ora urlo
per non ascoltare più le tue parole.
Per sovrastarle…
Grido forte
contro il cielo e quelle nubi;
e un brivido prigioniero
ritrova libertà.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 19:57

giovedì, 13 marzo 2008

LA VITA E’ UN SOFFIO
“La vita è un soffio, vivila.
Finisce quando non hai più forza,
né voglia di respirare e combattere.
Ti lasci allora andare
al nulla che ti circonda,
come se stessi affogando,
il cervello s’annebbia
sopraggiunge l’oblio,
l’estasi fa parte di te,
tutto scompare…
ed è pace”
Ricordi mamma,
me lo dicesti la sera prima
e al mattino eri volata via.
E a me quanti respiri restano?
Sono così stanca!
La vita è un soffio,
una folata di vento e sei cenere;
ma resta un ricordo,
un segno indelebile,
nel cuore
di chi ti ha amato tanto.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 01:05

mercoledì, 12 marzo 2008

LA FELICITA' IN UNA LACRIMA
Ho poggiato piano la testa sul cuore,
nel silenzio ne ho ascoltato i battiti
Ritmavano una canzone
che parlava di noi.
Lieve la mano
sfiorava i miei capelli
Mentre con voce roca
ripetevi parole antiche.
Hai fatto boccoli di ogni mia ciocca
girandola piano con dita amorose,
facendone chioma di giovane sposa.
Poi hai sorriso e guardandomi in viso
hai asciugato con le labbra una goccia
che raminga scendeva il pendio.
“gli angeli non piangono amore mio”
hai sussurrato…
Non era dolore che la spinta le dava
ma la gioia di sapermi amata.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 12:17

mercoledì, 12 marzo 2008
VORREI…
per te uomo,
che hai incontrato la mia anima
e mi rubi amore aprendomi il tuo cuore;
prima che su un tronco o su una pietra,
vorrei…
vorrei scrivere di noi
sulla volta del cielo,
Non di malinconici pensieri,
ma sulla gioia,
che è il contrario del dolore.
Guardo la strada,
di fronte,
s’arrampica tortuosa.
Noi nel mondo,
senza zucchero né artifici,
camminiamo spediti
su sogni che portano lontano.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 01:09

martedì, 11 marzo 2008

A TE CHE PASSI DI QUI,
CHE MI REGALI
PARTE DEL TUO TEMPO
LEGGENDOMI.
DOLCI SOGNI ...
CHE SIANO SEMPRE COLORATI
E SERENI
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:46

martedì, 11 marzo 2008
QUANDO FINIRA’
So che finirà,
come tutti i sogni
racchiusi nelle nuvole,
che prima o poi ricadono a terra
in lacrime di pioggia.
Finirà,
e mi ritroverò a scrutare l’universo,
e fissare l’onda che batte,
cercando di ritrovare in loro
il tuo riflesso.
C’è una casa in cima al mondo,
tre metri sopra il cielo.
Nascosta in quella nuvola rosa,
dove hai scritto,
con l’inchiostro del cuore
e pennellate d’anima,
i verbi più belli.
Ed è là,
che mi chiuderò,
quando la nostalgia
farà scendere una pioggia salata
e ne sarò inondata,
sarà sempre là,
che mi lascerò asciugare e poi cullare…
che ritroverò il significato del vero amore
dipinto con colori semplici,
ma inventati solo per me…
Sussurrato da: volidisogni alle ore 23:37

martedì, 11 marzo 2008
Riflessi di raggi infuocati,
colorano una superficie argentea;
dove è racchiuso il mio mondo.
Riflessi di un cielo,
prima cobalto,
divenuto improvvisamente buio.
Riflessi di lucide stelle
nei tuoi occhi
a specchiare un amore nascente.
Segnali ormai vinti
da momenti involontari del cuore
che non vuole arrendersi all’evidenza
e resta in difesa di quelle parvenze d’amore.
Vana ricerca di angoli felici,
a contare stelle
e toccarle con mano tremula,
dove teneri sguardi silenti
rubavano spazi al quotidiano
nell’urlo infinito di un “ti amo”
Inutile bagliore su uno specchio
che più nulla riflette.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 16:20

lunedì, 10 marzo 2008
NEL BUIO... IO
Sono restata sola
a far compagnia alle tenebre.
Sprofondo su una spiaggia fredda
che nulla più riflette.
Ripenso a quando la notte
era solo nostra
e mentre tutti
chiudevano gli occhi stanchi,
al giorno che finiva,
noi aprivamo i nostri
al cuore che batteva,
mentre dita leste
scorrevano sui tasti
a disegnar amore
e c’era sempre tanto da dire.
Ora tutto è spento
nessun suono né luce
brilla più fra le mie mani
resto solo io, qui,
seduta a rimirar le stelle,
mentre un raggio di luna
riflette
su un onda vagabonda,
come me,
che ancora aspetta
di abbracciar la riva.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 16:12

lunedì, 10 marzo 2008
LE STAGIONI DELLA VITA
Camminar ti vedo, fanciulla,
nel prato fiorito.
Canticchi gioiosa,
alle farfalle sorridi e chiedi scusa.
Raccogli margherite, danzando fra le aiuole.
Un fascio di colori, stringi forte al petto,
pensando al tuo dolore,
batte in gola il cuore, mentre ripeti il nome
che ti donava amore.
“m’ama o no m’ama”
sussurri piano,
a quell’oracolo improvvisato.
Con tremula mano, sfrondi petali vellutati,
uno ad uno li lasci cadere.
Resta fra le dita la spoglia corolla
mentre negli occhi,
triste e delusa,
una goccia s’affaccia e scivola via.
Va lesto il tempo
È arrivato l’inverno.
Ora, siedi sulla fredda panchina.
Ai tuoi piedi
un gatto e un gomitolo di lana
per compagnia.
Niente più fiori da annusare,
ma una nera mantella a darti calore.
La brutta stagione ha gelato il tuo cuore,
ma l’anima ancora corre in quel prato
alla ricerca di un bene perduto.
Ribelle una lacrima scende e scolora,
il fondotinta e il rimmel cola.
Illumina il viso, ora un sorriso,
rigato di nero, ma dolce e sereno.
Fili d’argento nei biondi capelli
e una finestra nei denti tuoi bianchi.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 10:49

venerdì, 07 marzo 2008
AMO LA VITA
Io qui ancora una volta.
Amo questo angolo di mondo,
dove mi sento partecipe.
Sola, su quest’arenile deserto,
mi guardo intorno.
Barche rovesciate,
segnano la fine dell’estate
e riflettono nello scafo,
memorie ormai perdute.
Accarezzo con lo sguardo,
l’azzurro del mare,
pulito e limpido come non mai.
Balla silenziosa, un lento d’amore,
l’onda solitaria.
Mentre folate di vento, dispettose,
fanno cadere ciocche sul viso.
Le lascio là,
a coprire gli occhi velati,
da lacrime di malinconia.
Cammino piano, conto i passi,
per distrarre la mente.
Non sei qui con me,
non ci sei mai stato veramente.
Ho solo immaginato
di essere protagonista di una favola.
Tutt’intorno mi rammenta momenti lontani,
tutto così reale nella mente;
ma così diverso nella realtà.
Resto ancora un po’;
seguo il volo, amico, dei gabbiani,
il loro planare a terra.
Alzo lo sguardo,
il vento sta allontanando le nuvole.
Un piccolo raggio di luce,
si fa spazio deciso,
e un sole, narciso ,
tenta di specchiarsi nell’acqua.
Il cielo si colora lentamente,
un sorriso triste, timidamente,
affiora nelle labbra serrate
che dolcemente si schiudono,
mentre gli occhi s’asciugano.
Nonostante il dolore,
è bello vivere.
Sussurrato da: volidisogni alle ore 14:27

|
|
|